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News

Di seguito riportiamo i giorni di apertura dei giardini di Ninfa 2017
APRILE: 1 / 2 / 9 / 16 / 17 / 23 / 25 / 30
MAGGIO: 1 / 6 / 7 / 14 / 21 / 28
GIUGNO: 2 / 3 / 4 / 18
LUGLIO: 1 / 2
AGOSTO: 5 / 6 / 15
SETTEMBRE: 2 / 3
OTTOBRE: 7 / 8
NOVEMBRE: 5
Orari validi nei giorni di apertura al pubblico
mattina pomeriggio
marzo – aprile – maggio – giugno 9,00 – 12,00 14,30 – 18,00
luglio – agosto – settembre 9,00 – 12,00 15,00 – 18,30
ottobre – novembre 9,00 – 12,00 14,00 – 16,00



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I Dintorni

Il Castello Caetani

castelloIl Castello Caetani si erge maestoso sul paese di Sermoneta dominando l'intera Pianura Pontina. Costruito agli inizi del 1200 dagli Annibaldi, si arricchì nel tempo di opere di difesa che dovevano renderlo quasi inespugnabile. 
Conobbe assalti e guerre, ospiti famosi (Federico III nel 1452, Carlo V nel 1536, Lucrezia Borgia che ne fu "padrona" quando Papa Alessandro VI Borgia espropriò i Caetani) e momenti di pace festosa. 
Il castello è certamente uno dei monumenti tra i più integri dell'antica architettura medievale del Lazio e dell'Italia. Alla Fondazione Roffredo Caetani è affidata la sua custodia e conservazione. Della rocca del XII sec., costruita dagli Annibaldi, rimangono solamente il Maschio e la controtorre detta Maschietto che dominano una corte quadrangolare (Piazza D'Armi). Il resto fu demolito dagli stessi Caetani quando ricostruirono la Sala dei Baroni (modificata nel XV secolo dai Borgia) e il contiguo edificio detto "Casa delle Camere Pinte".

Sul finire del 1400 fu costruita la Casa del Cardinale Valentino Borgia. Sempre i Borgia completarono il complesso edilizio con opere di fortificazione comprendenti anche la "Cittadella" su disegno di Antonio da Sangallo. 
All'esterno di questi edifici una poderosa cinta muraria, ancora nella sua veste originaria, li avvolge e li protegge. 
Nel recente passato, durante la battaglia di Anzio del 1944, il Castello è stato abitato ancora dai Caetani e dai loro coloni fuggiti dalla Pianura Pontina. Successivamente ha ospitato giovani interessati a problemi sociali e ragazzi dei paese bisognosi di educazione e di studio. 
Il Castello si presenta oggi, nonostante i secoli trascorsi, integrato con il paese che lo circonda. Attualmente, e già da più di un quarto di secolo, il castello diviene luogo di incontri culturali ed è abitato per un lungo periodo dell'anno da artisti e studiosi di varie discipline. In primavera ci sono i restauratori dei dipinti murali dei corsi organizzati dall'ICCROM (Centro Internazionale degli Studi per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali). Il lavoro dei corsisti sugli affreschi all'interno della "Casa della Camera dei Pinti" o sui graffiti delle prigioni e della facciata dell'edificio Vecchia Cucina – Casa Camere Pinte, rappresenta il movimento applicativo e conclusivo del corso teorico che si svolge per tutto l'anno a Roma.

In estate il Castello diviene sede naturale del Festival Pontino di Musica (fondato nel 1963 da Lelia Caetani e dal suo consorte Hubert Howard in memoria dello scomparso Roffredo Caetani, musicista-compositore) e centro di studi musicali di interpretazione e perfezionamento strumentale organizzati dal Campus Internazionale di Musica di Latina. Oltre al Festival Pontino si svolgono saltuariamente stages di architettura, urbanistica, sociologia, ecologia, mostre, congressi e altre attività che si protraggono per tutto l'inverno, quando il Castello è oggetto prevalentemente di visite da parte di turisti e alunni delle scuole.

APERTURA AL PUBBLICO:

Tutti i giorni tranne il Giovedì si può visitare il Castello nei seguenti orari:

- 10.00 – 11.00 – 12.00
- da ottobre a marzo 14.00 – 15.00 – 16.00
- da aprile a settembre 15.00 – 16.00 – 17.00 – 18.00 (nei giorni festivi anche 18.30)
Il Castello rimane chiuso dal 17 dicembre al 6 gennaio di ogni anno.

Per informazioni e prenotazioni (obbligatoria per i gruppi) telefonare al numero di telefono 077330008.

Costo del biglietto: € 5,00 (per gruppi scolastici € 3,00)

I Giardini di Ninfa

ninfaNinfa è una città di epoca medievale, edificata intorno alla metà dell'VIII secolo ed abbandonata alla fine del Trecento, di cui oggi resta ancora ben visibile una parte del castello ed i ruderi delle mura, degli edifici e delle numerose chiese che andavano a comporla. Il tutto reso ancora più affascinante dal fiume che l'attraversa e dal delizioso laghetto nel quale si specchia l'antica torre castellana.

Ninfa, però, è anche un meraviglioso giardino, che fa della vecchia città morta un luogo incantato, quasi fiabesco. Le sue piante ed i suoi fiori vanno a comporre con gli antichi ruderi una perfetta alchimia di passato e presente, che deve la sua origine agli anni Venti del Novecento ed alla sensibilità degli ultimi discendenti della famiglia Caetani, proprietaria della città dalla fine del Duecento, dall'epoca del loro papa Bonifacio VIII.

Questi giardini, con la loro meravigliosa e ricca flora di ogni specie e provenienza, hanno reso Ninfa famosa in tutto il mondo. Oggi chiunque si avventuri tra i viottoli e le rovine della città si sentirà avvolto dall'atmosfera di magia e di sogno sprigionati da questi luoghi, dove storia e leggenda di un antico passato si intrecciano e sopravvivono in egual misura. A rompere la quiete di questo affascinante giardino penserà solamente il delicato cinguettio degli uccelli, che tra queste rovine e questa vegetazione hanno trovato un'accogliente e tranquilla dimora.

Giorni e orari di visita:

aperta da aprile a ottobre ogni primo fine settimana del mese.
Da aprile a giugno aperta anche la terza domenica;
a novembre aperta solo la prima domenica.
Da aprile a giugno: dalle ore 9 alle 12 e dalle 14,30 alle 18.
Da luglio a settembre: dalle ore 9 alle 12 e dalle 15 alle 18,30.
Ottobre e novembre: dalle ore 9 alle 12 e dalle 14,30 alle 17.

Le comitive scolastiche hanno accesso solo previa prenotazione.

Antica Norba

NorbaA neanche dieci chilometri da Sermoneta, sull'alta rupe che sovrasta Ninfa, troviamo le possenti mura poligonali di Norba, l'antichissima città del VI secolo a.C. sulla quale oggi sorge Norma. Tali mura - di cui non si conoscono le origini ed oggi uno degli esempi meglio conservati in Italia di fortificazione megalitica - coprivano un perimetro di 2662 metri ed erano chiuse da quattro porte. Questa imponente cintura difensiva, però, non bastò a salvare la città tra l'81 e l'80 a.C., poiché una delle porte d'accesso venne aperta durante la notte da un traditore e Norba, coinvolta nella guerra civile tra Mario e Silla, venne completamente distrutta ed incendiata dai seguaci di quest'ultimo, tanto da non essere più ricostruita sino al Medioevo.

L'Abbazia di Valvisciolo

valvisciolo1L'abbazia di Valvisciolo è situata a valle di Sermoneta, alle pendici del monte Corvino. Le sue origini sono ancora incerte e confuse, anche se con tutta probabilità il primo nucleo risale al X secolo, per opera dei monaci basiliani.

L'attuale nucleo cistercense si insediò nella seconda metà del XII secolo, proveniente dall'abbazia di Marmosolio, nella vicina Ninfa, distrutta nel 1171 da Federico Barbarossa. A questi primi monaci, all'inizio del Trecento, se ne aggiunsero poi altri provenienti dalla poco distante abbazia di Valvisciolo di Carpineto Romano, anch'essa completamente distrutta. I monaci cistercensi ricostruirono quasi completamente la chiesa esistente ed aggiunsero all'originaria dedica a San Pietro quella a Santo Stefano, a cui erano intitolate entrambe le abbazie distrutte.

Durante i secoli, all'interno dell'abbazia si alternarono diverse comunità monastiche, fino a quando, nel 1864, dopo un periodo di abbandono, tornarono definitivamente i cistercensi, chiamati da papa Pio IX dall'abbazia di Casamari.

La chiesa si presenta a tre navate e con uno stile piuttosto scarno mutuato sia dal gotico che dal romanico. All'interno trovano posto affreschi di Niccolò Circignani, detto il Pomarancio, databili fine XVI secolo. Particolarmente interessante è il chiostro, a pianta quadrata, caratterizzato da colonnine doppie e da capitelli decorati con elementi vegetali di derivazione corinzia.

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